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22 novembre 2018

Bambù Design & Architettura

Costruire con il bambù in Italia, è possibile?

Nel mondo delle costruzioni sono sempre più diffuse le sperimentazioni con materiali naturali, un esempio è il bambù, un materiale naturale dai molti vantaggi.

Il bambù è un’alternativa interessante ai materiali da costruzione tradizionali, da valutare in base alle necessità progettuali mettendone in risalto i vantaggi e gestendone i limiti. Va specificato che uno dei principali ostacoli all’uso di questa risorsa è la mancanza di standard prestazionali certificati a causa della sua recente diffusione in Europa.

Culmo di Madake maturo, da coltivazione italiana

Per noi occidentali il bambù rappresenta un materiale non idoneo per la realizzazione di edifici, sia dal punto di vista prestazionale che estetico. Eppure questa erba a gambo cavo non è adatta solo a fragili capanne tropicali: superate le normali diffidenze, si scopre che i veri ostacoli alla diffusione del bambù in Europa sono l’approvvigionamento della materia prima, il vuoto normativo e la mancanza di conoscenza.

Vogliamo dimostrare, attraverso alcuni esempi di architetture di qualità, realizzate in diversi luoghi del pianeta, che il bambù ha enormi potenzialità espressive e di impiego strutturale. Tra gli architetti che conoscono meglio questo materiale vanno citati Jaime Otero e Simon Valez, che hanno realizzato edifici anche pubblici di notevoli dimensioni. Quando Simon Velez realizzò presso l’Expo di Hannover un enorme padiglione gigante con bamboo della specie Guadua,  ha dimostrato sufficiente resistenza e soddisfatto i rigorosi regolamenti edili europei. Velez ad oggi rimane uno degli architetti maggiormente specializzati nell’utilizzo del bamboo, avendone studiato le caratteristiche fisiche, le possibili e migliori applicazioni, dimostrandone tutti i vantaggi possibili. Velez così in Colombia ha realizzato ponti attraverso gole, enormi tetti di capannoni, stadi sportivi e centri commerciali.

“Il bamboo” spiega Velez, “è l’acciaio della natura. Qualunque ingegnere può utilizzare il bamboo come l’acciaio, è davvero un materiale formidabile”.

Con il continuo sfruttamento eccessivo delle foreste, non c’è dubbio che il bamboo diventerà un materiale da costruzione sempre più importante e diffuso, L’Europa è in tremendo ritardo rispetto ad altri paesi e diffondere l’uso del bamboo qui sarà il nostro prossimo passo.


In Italia per fortuna qualcosa si muove vi sono iniziative di professionisti che venendo a conoscenza delle caratteristiche uniche del bambù cercano di proporlo nelle loro opere come nel caso dell’ Arch. Arianna Tessarin,  laureata in Architettura al Politecnico di Milano, specializzata in ristrutturazioni con materiali eco-sostenibili, collabora all’estero con Bamboo Puertorico nella progettazione di strutture in Bamboo e in Italia con BambuTigre.

leggiamo la Sua esperienza

 


 

  • Come hai conosciuto il bambù in veste di materiale da utilizzare nelle strutture e nel design?

Mi sono avvicinata al mondo del Bamboo per soddisfare la necessità  di trovare  materiali da costruzione eco sostenibili per i miei lavori di progettazione e restauro, rimanendo affascinata dalle enormi potenzialità che un “filo d’erba” (I bambù appartengono alla famiglia delle GRAMINACEE, la stessa del mais, grano e riso, sono lunghe erbe “legnose”) può avere; Ho cominciato quindi un lungo percorso che mi ha portato in luoghi come la Colombia, il Portorico e la Repubblica Domenicana, dove ho avuto l’opportunità, attraverso collaborazioni professionali, di apprendere modalità e tecniche di utilizzo del bamboo nel campo delle costruzioni, approfondendo anche altri aspetti come la coltivazione, le tecniche di preservazione e trattamento del bamboo stesso. Ringrazio per questo il mio maestro e amico l’Ing. Mariano Robledo Diaz di Bamboo Puertorico.

  • Da dove trae origine l’impiego del bambù in architettura?

L’impiego del Bamboo ha origini molto antiche, essendo un materiale di origine naturale gli uomini ne avevano una grande quantità e nei paesi dove questa pianta cresce spontaneamente si sono sviluppate capacità artigianali tali da rendere il bamboo indispensabile per molteplici utilizzi sia strutturali che artigianali. Purtroppo spesso ancora oggi in architettura viene visto come un prodotto povero, di poco pregio e di scarsa qualità, in passato infatti non si conoscevano o venivano poco utilizzate le tecniche di preservazione e immunizzazione con conseguente veloce deperimento del materiale, oggi queste tecniche invece ne fanno una materia prima durevole e dalle mille sfaccettature.

  • Quali sono le proprietà del bambù e come utilizzarlo?

Le proprietà sono veramente molte, come molte sono le tipologie e le specie di bamboo, si arriva a un numero pari a 1500;

Dal momento in cui viene piantato alla sua maturazione assorbe CO2 tre volte di più rispetto un comune albero, molte specie raggiungono una maturazione in circa 6 anni, a differenza dei minimi 14/20 anni per una coltura arborea tradizionale,  si taglia sempre e solo il 30% di una coltivazione avendo così un ciclo continuo di produzione una volta a regime.

Una volta tagliato, grazie alle sue proprietà come la flessibilità (un culmo maturo, caricato con un peso raggiunge frecce che posso arrivare a un metro e ritornare alla condizione iniziale una volta tolto il peso), la resistenza meccanica, la trazione che è pari a quella del ferro  e in ultimo la compressione non inferiore al cemento, lo rendono utilizzabile in qualsiasi situazione . Se poi andiamo ad ingegnerizzarlo creando per esempio il lamellare le proprietà si amplificano e diventano infinite.

  • Quale l’utilizzo nell’architettura e quali gli architetti che lo hanno adoperato?

In architettura può essere utilizzato per gli usi più svariati, non per niente viene chiamato “oro verde” pensiamo ad esempio ai ponteggi utilizzati in Cina, ai ponti in Sudamericana e Asia,  alle abitazioni vere e proprie utilizzandolo sia come vera e propria parte strutturale, che come elemento decorativo arrivando fino agli oggetti di design.

Tra gli architetti che oggi usano sempre di più il bamboo nelle loro opere mi vengono in mente Kengo Kuma, Simon Velez, Shigeru Ban,Roberto de Leon & Primmer Archiecture, Karawitz Architecture, Carrie Branovan ma anche Richard Rogers Partnership solo per citarne alcuni…

  • Hai avuto e se si quali difficoltà nell’approcciare un materiale come il bambù, inedito per la cultura italiana/occidentale?

Le difficoltà sono quelle tipiche di un materiale naturale che come tale ha i suoi pregi e i suoi difetti, inoltre come dicevo prima nel sentito comune viene erroneamente visto come materiale povero e di scarsa qualità. Qui in Italia in molti asseriscono che è solo un materiale esotico, una pianta non autoctona, non sanno che è presente da noi già dai primi del ‘700 e poi mi devono ancora spiegare cosa intendono per autoctono in quanto abbiamo migliaia di specie vegetali ed arboree importate da noi in antichità pensiamo ai pomodori e alle patate per esempio.

  •  Il bambù può davvero essere un punto di partenza per un architettura sostenibile?

Lo deve! … in pochi lo sanno ma il legno sta “lentamente”, se così si può dire, diminuendo. Intere aree della foresta amazzonica da dove proviene buona parte del legname stanno sparendo con le conseguenze che ben conosciamo (anche ripiantando oggi ci vorranno decenni prima di ripristinarle). Il Bamboo può essere un valido sostituto grazie alle sue innumerevoli caratteristiche e alla velocità di propagazione e maturazione.

  • Quanto pensi sia importante in termini di impatto ambientale e rispetto del pianeta l’utilizzo di materiali fino ad oggi inutilizzati in occidente come appunto il bambù o la canapa?

Come già detto durante la sua vita non solo l’impatto ambientale è nullo ma addirittura positivo. Anche la canapa come il bamboo ha i suoi risvolti positivi entrambi avrebbero bisogno di essere maggiormente conosciuti e soprattutto studiati.

  • Qual è la diffusione del bambù come materiale “alternativo” in Italia?

In Italia a differenza di quanto si pensa si sta diffondendo sempre di più, molte sono le persone che lo stanno considerando e apprezzando. Occorre una maggiore conoscenza e soprattutto fare rete, nel campo del bamboo c’è troppo individualismo, le nozioni devono essere diffuse e amplificate per arrivare ad un utilizzo più capillare.

  • Sei impegnata anche in attività formative per far conoscere le proprietà del bambù come materiale da costruzione ai progettisti?

Il mio sogno è quello di far conoscere il più possibile questa “pianta”. Mi sto attivando e sono in contatto con diverse Università per dare la possibilità a studenti, professionisti ma anche appassionati di andare in Sud America in Università come quella della Colombia dove sono specializzati e all’avanguardia nella ricerca e utilizzo del bamboo; voglio che in molti possano fare un’esperienza simile alla mia ed imparino ad amare questo stupendo materiale come è successo a me, sarebbe una piccola goccia verso una maggior sostenibilità…

Arch. Arianna Tessarin 

   


L’abnorme diversità delle specie di bambù, associata alla facilità di adattamento in nuove terre, consentono di destinare queste piante a molteplici usi. Le sue radici sono un’eccellente protezione contro l’erosione e slittamento del terreno. Le caratteristiche distinguibili del bambù – resistenza, flessuosità e leggerezza – hanno favorito un commercio molto florido. I campi sono vari: dall’artigianato al tessile, dal settore edilizio (costruzioni di case, ponti, ponteggi, laminati, pavimenti, laminati compositi e per le coperture) a quello ornamentale, dal fitoterapico, all’alimentare. I bambù ben si prestano alla realizzazione di opere architettoniche di grande effetto: ad esempio, sono utilizzati per creare barriere sempreverdi nei giardini, palizzate e “cancellate” vegetali frangivento. La particolare forma, elegante e raffinata, assicura uno stile esotico nei giardini occidentali, così come le foglie nascondono e nel contempo abbelliscono gli spazi spogli di prati e giardini. I bambù dal fusto più sottile, vengono impiegati per realizzare mobili od ombrelli. Le fibre di bambù presentano un’estensione variabile da 1,5 a 3,2 mm, pertanto si rivelano un ottima alternativa per la produzione di carta e tessuti. Il suo impiego come combustibile per la produzione di energia è oggetto di studi e sperimentazioni, la sua polpa privata della parte legnosa è utilizzata come substrato per la fermentazione etano-litica. Persone come Linda Garland, soprannominata “la regina del bambù“, gestisce la Bamboo Foundation che promuove l’utilizzo del materiale in tutto il mondo, spiega che diffondere l’utilizzo del bambù significa anche realizzare alloggi a basso costo, perfetti in situazioni di emergenza, come dopo le catastrofi naturali.

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